Enrico Sappia e la sua prigionia a Castel dell'Ovo di Napoli
Ritengo doveroso segnalare una poesia che Fulvio Badini ha dedicato a Enrico Sappia, perché a mio avviso merita di essere letta non soltanto come un omaggio a un patriota del Risorgimento, ma come un invito a recuperare una memoria nazionale che rischia di essere progressivamente dimenticata. I versi de Il giovane prigioniero inseriti nel volumetto “Con la speranza nel cuore”, trasformano la vicenda di Sappia, arrestato giovanissimo e rinchiuso per quattro anni a Castel dell’Ovo di Napoli, in una meditazione sul coraggio, sulla libertà e sull’amore per la patria.
Particolarmente significativa, in questa poesia, è l’immagine del giovane che, pur rinchiuso «in una cella di pietra e ferro», non permette alla prigionia di imprigionare anche i suoi ideali. Le sbarre possono limitare il corpo, ma non il pensiero: la sua mente e la sua penna continuano a immaginare un’Italia unita. È questa la forza più autentica della poesia di Badini: presentare Enrico Sappia non come una figura lontana e consegnata ai libri di storia, ma come un giovane capace di sacrificarsi per un ideale che considerava più grande di sé.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che rendono attuale la riscoperta di Enrico Sappia. Conoscere il Risorgimento non significa soltanto celebrare una pagina del passato, ma interrogarsi su quale Italia vogliamo costruire oggi. Unità non dovrebbe significare uniformità: l’Italia può essere veramente unita proprio valorizzando la straordinaria ricchezza delle sue culture locali, dei suoi dialetti e della lingua italiana, delle tradizioni, delle città e delle comunità che nei secoli hanno costruito la nostra civiltà.
In questa prospettiva, anche la vicenda di Sappia, nizzardo profondamente legato alla causa italiana, assume un valore particolare. La sua storia ricorda che l’idea di Italia seppe parlare anche oltre gli attuali confini politici della Repubblica. Nizza, con la sua storia e le sue radici italiane, appartiene a una memoria complessa che merita di essere studiata e non rimossa.
La poesia di Fulvio Badini, dunque, svolge una funzione che va oltre la celebrazione letteraria: riaccende il bisogno della memoria. Valorizzare Sappia significa valorizzare il Risorgimento e, attraverso di esso, riscoprire le ragioni profonde dell’unità nazionale. Un’Italia migliore non nasce dalla cancellazione delle differenze, ma dalla capacità di riconoscersi in una storia comune, custodendo lingua, cultura, tradizioni locali e quella fede cattolica che, nel corso dei secoli, ha profondamente plasmato la civiltà italiana.
Ricordare Enrico Sappia significa allora rivolgersi soprattutto ai giovani: una patria non si eredita soltanto; si conosce, si ama e si costruisce ogni giorno. Ed è forse questo il messaggio più prezioso che i versi di Fulvio Badini affidano al nostro presente. (Carlo Silvano)


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