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Il conte di Locarno: un comandante, un uomo, un esempio di coraggio e fedeltà

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    Il conte di Locarno: un comandante, un uomo, un esempio di coraggio e fedeltà Tra le figure che popolano le pagine del mio romanzo “ Coraggio, sono io, non abbiate paura!” , il conte Lucio Valerio di Locarno occupa un posto particolare. Non è soltanto il comandante supremo della Legio Margaritae, chiamata a liberare l'isola di Alboria dall'invasione dei bedupravati, ma rappresenta un modo preciso di intendere l'autorità, il dovere e il valore della vita umana.  Lucio Valerio è un uomo riflessivo, austero e misurato nelle parole. Non ha bisogno di alzare la voce per farsi rispettare, né confonde l'autorevolezza con l'imposizione. Prima di prendere una decisione ascolta i suoi ufficiali, valuta le circostanze e considera con attenzione i rischi. Sa che comandare non significa essere infallibili, e proprio per questo apprezza la sincerità di chi gli sta accanto, anche quando osa esprimere un’opinione diversa dalla sua. Il rapporto con il barone Alessandro M...

Aitzaz Hasan Bangash, il ragazzo che sfidò il terrorismo per salvare i suoi compagni

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   Aitzaz Hasan Bangash, il ragazzo che sfidò il terrorismo per salvare i suoi compagn i Aveva appena quindici anni. Il 6 gennaio 2014, davanti alla sua scuola in Pakistan, scelse di affrontare un attentatore suicida pur di impedire una strage. La sua storia ci ricorda che il coraggio, la solidarietà e la difesa della vita non hanno età. Ci sono persone che vivono a lungo senza lasciare un segno e ragazzi che, in pochi istanti, compiono un gesto destinato a essere ricordato per generazioni. Aitzaz Hasan Bangash ( foto sopra ) appartiene a questa seconda categoria. La sua storia non è soltanto il racconto di un sacrificio eroico, ma una testimonianza di umanità che merita di essere conosciuta, soprattutto in un mondo ancora segnato dalla violenza terroristica. Il 6 gennaio 2014, Aitzaz, studente quindicenne, si trovava nei pressi della Government High School di Ibrahimzai, nel distretto di Hangu, nella provincia pakistana di Khyber Pakhtunkhwa. Un uomo sospetto si stav...

Secondo capitolo: Le navi della speranza

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Ho ricevuto le prime copie del mio ultimo libro e tramite la piattaforma di Youcanprint si registrano già le prime vendite. Chi desidera può leggere un capitolo del mio libro che riporto qui di seguito: Capitolo II Le navi della speranza Il vecchio si chiamava Titus Severus. I ragazzi avevano imparato quel nome soltanto da poco, perché l’uomo non amava parlare di sé. Quando qualcuno gli chiedeva chi fosse stato prima di ve­nire ad abitare nel mulino, rispondeva che certe cose appartengono al passato, e che il passato, quando è davvero importante, non ha bisogno di essere raccontato. Quella sera, però, aveva deciso di parlare. La luce del giorno era scomparsa dietro le col­line e nella valle scendevano le prime ombre. Il torrente continuava a scorrere accanto al mulino e la grande ruota di legno girava con il suo movi­mento regolare. Il vento attraversava il bosco, fa­cendo ondeggiare le chiome degli alberi, mentre sopra le montagne comparivano le prime stelle. Titus Severus rimase in s...

Roberto Menia. Ricordare per conoscere: il valore di un libro sulle foibe

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Ci sono libri che raccontano la storia e libri che, attraverso le storie delle persone, ci aiutano a comprenderla. 10 Febbraio. Dalle foibe all’esodo , del senatore Roberto Menia, appartiene soprattutto a questa seconda categoria. Pubblicato per la prima volta nel 2020 e giunto nel 2025 alla terza edizione, il volume raccoglie settanta racconti che riportano alla memoria vicende legate alle foibe e all’esodo degli italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia. Il pregio principale del libro è quello di sottrarre la storia alla dimensione astratta dei numeri. Dietro ogni tragedia ci sono persone, famiglie, affetti, speranze e progetti di vita spezzati. Alcune delle vicende raccolte da Roberto Menia sono conosciute, altre sono rimaste a lungo affidate alla memoria privata di uomini e donne che hanno vissuto direttamente quei drammatici avvenimenti. Il libro nasce proprio dalla volontà di impedire che queste testimonianze vadano perdute. La lettura richiede, a mio avviso, un atteggiam...

L’Infinito di Giacomo Leopardi: quando un limite apre lo sguardo sull’illimitato

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Pochi componimenti della letteratura italiana hanno saputo trasformare un luogo concreto in una domanda universale come L’Infinito di Giacomo Leopardi. Composta nel 1819 e pubblicata alcuni anni dopo, la poesia nasce da una situazione apparentemente semplicissima: una collina, una siepe, un uomo seduto in contemplazione. Eppure proprio quell’ostacolo che impedisce allo sguardo di vedere l’orizzonte diventa la porta attraverso la quale l’immaginazione conquista spazi interminati e senza confini , silenzi sovrumani e una dimensione che supera il tempo. La grande attualità filosofica dell’ Infinito sta forse proprio qui: non sempre ciò che limita l’uomo è soltanto un impedimento; talvolta il limite è ciò che gli permette di immaginare ciò che va oltre il limite stesso . La siepe restringe la vista, ma libera il pensiero. Leopardi intuisce così una caratteristica profonda dell’esistenza umana: noi desideriamo ciò che non possiamo possedere completamente. Nello Zibaldone , questa intuizi...

Primo Capitolo del romanzo "Coraggio, sono io, non abbiate paura!".

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  Ai miei lettori propongo il primo capitolo di un nuovo romanzo che sarà pubblicato entro ottobre 2026.    Capitolo I Il mulino nella valle La valle si apriva tra le colline come una conca verde e silenziosa, quasi nascosta agli occhi degli uomini. Dalle pendici boscose scendevano piccoli ruscelli che, dopo aver attraversato prati ricchi di erba e di fiori selvatici, si riunivano in un corso d’acqua più grande. Il torrente correva poi verso il fondo della valle, dove le sue acque azionavano la grande ruota di un antico mulino costruito in pietra e legno. Le sue pareti, annerite dagli anni e dalle stagioni, sembravano appartenere alla montagna stessa. Il tetto, coperto di tegole ormai ricoperte in parte dal muschio, sporgeva sopra una piccola veranda dalla quale si poteva osser­vare il torrente. La ruota, grande e robusta, gira­va senza fretta sotto la spinta dell’acqua. Ogni volta che una pala si riempiva, si udiva un rumo­re sordo; poi l’acqua precipitava ne...

Amina Qayouh, un diario che racconta la crescita, la ricerca e il coraggio

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    Il Diario spirituale di una ragazza musulmana di Amina Qayouh merita di essere letto perché rappresenta il genuino e autentico percorso di crescita di una ragazza che desidera migliorare se stessa, comprendere il mondo che la circonda e trovare il proprio posto nella società. Amina è nata in Italia da genitori marocchini e vive quella particolare esperienza di chi si trova a confrontarsi quotidianamente con la cultura della propria famiglia e con quella del Paese nel quale è cresciuta. Il valore del diario sta soprattutto nella sincerità delle domande. Amina non si limita ad accettare passivamente ciò che le viene trasmesso: riflette sulla fede, sulla giustizia, sulla dignità della donna, sulla pace, sui rapporti familiari e sulle contraddizioni degli adulti. Nelle sue pagine dialogano Corano e Vangelo, islam e cristianesimo, tradizione e modernità, senza che la ricerca personale venga soffocata da risposte già confezionate. Leggendo questo diario emerge anche u...